TEMPORARY MANAGER

 

Chi è il Temporary Manager

 

L'Interim Management si sviluppa in Europa a partire dagli inizi degli anni '70-'80 e in Italia in modo organico dagli anni '90, cambiando curiosamente il nome latino che lo definiva perfettamente, in Temporary Management.
 

In Germania negli ultimi anni il mercato è esploso: numerose società di ricerca e selezione hanno arricchito la loro offerta con i servizi di interim management, nuove società indipendenti sono apparse e grandi gruppi operanti nelle Risorse Umane stanno entrando direttamente o acquisendo società esistenti. Secondo Executive Grapevine le società di interim management sono oggi circa 300, con un mercato stimato in circa 1 miliardo di euro a fronte di 75 milioni nel 1995 e 400 milioni nel 2004.

 

  In Gran Bretagna la dimensione del mercato viene oggi stimata in circa 500 milioni di sterline, gestiti da 19 società, specializzate nelle aree dell'Interim Management. Gli Interim Manager attivi sul mercato sono circa 5.200. Il tasso di crescita complessivo del mercato rilevato nel 2006 è stato del 25%, ma le attese per il 2007 e il 2008 sono rispettivamente del 26% e del 22%. Il livello medio dei compensi giornalieri percepiti dai manager è di 800 sterline circa, con una crescita del 6% rispetto all'anno precedente.
 

  In Italia l'ulteriore accelerazione per i Temporary Manager, è arrivata con le leggi sulla flessibilità del lavoro, che permettono alle aziende di affittare risorse di alto livello, con contratti a progetto o a tempo determinato, senza gravare sui costi fissi nel lungo periodo.
 

Nello scenario attuale dei mercati globali, sempre più competitivi e ad alta velocità di cambiamento, le aziende necessitano di forti competenze mirate di natura operativa, che si immergono in fretta nella struttura, apportando visione strategica, capaci di far svoltare l'azienda, aggredendo i mercati di interesse e supportando la proprietà nelle scelte più cruciali.
 

Rispetto al consulente classico, il Temporary Manager, detto anche Manager in affitto, si differenzia perché nel periodo in cui opera è parte dell'azienda, non è un corpo estraneo che si limita a consigliare, ma vive la realtà quotidiana, è a contatto con i mercati e i clienti, dai quali riceve input che riporta in azienda.
 

Il Temporary Manager deve essere sovradimensionato rispetto all'incarico, quindi dovrebbe già essere stato Direttore Generale o Amministratore Delegato, perché solo così può avere quella seniority e visione d'insieme dell'organizzazione che gli consente di intervenire in maniera consapevole e mirata.
 

Il Temporary Manager non viene rigettato dall'organizzazione perché si sa che è di passaggio, non compete con le gerarchie aziendali, anzi valorizza le skills dei singoli creando nuove opportunità, sa comunicare ai vari livelli aziendali, non si rende indispensabile perché lavora anche per trasferire competenze manageriali alle risorse interne che rimarranno nell'organizzazione a fine mandato.
 

Il Temporary Manager è un problem solver, possiede una spiccata professionalità, attitudine alla comunicazione, è determinato nel raggiungere gli obiettivi fissati, è un leader naturale, ragiona da project manager, trae motivazione dalle sfide professionali, non ama la routine.
 

Maggiori info sul Temporary Manager nella sezione Rassegna Stampa / Generale

Come Gestire il Passaggio Generazionale